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Il dolore nel bambino

È ormai certo che non esistono limiti d’età alla percezione del dolore.
Il neonato usa il pianto come unico linguaggio, mentre le espressioni cambiano a seconda dell’intensità e della causa del dolore. Oltre a piangere, alcuni bambini si chiudono in se stessi e diventano estremamente calmi; altri reagiscono in modo aggressivo, esprimendo rabbia, impazienza e ansia.
La valutazione del dolore deve essere sempre parte della visita del pediatra.

Le condizioni dolorose che si verificano più comunemente nel bambino

Mal di pancia: frequente nei lattanti tra le 2 settimane e i 4 mesi di vita, è solitamente causato da “coliche gassose” che scatenano crisi di pianto improvvise ed emissione di aria dall’intestino. Nella grande maggioranza dei casi è sufficiente rassicurare il bambino e metterlo “a cavalcioni” sul braccio o appoggiato alla spalla.

Otite: i bambini più piccoli spesso iniziano col toccarsi o grattarsi l’orecchio; subentrano poi febbre, secrezioni dall’orecchio e irritabilità. Si ricorre all’uso di antipiretici e antiinfiammatori per alleviare il fastidio; ad antibiotici solo se espressamente indicato dal medico. Il dosaggio dei farmaci antidolorifici nel dolore da otite può essere maggiore di quello usato nella febbre (chiedere consiglio al pediatra).

Dolori di crescita: sono i dolori benigni dell’infanzia che i bambini accusano solitamente dopo una giornata d’intensa attività fisica, soprattutto alle gambe e dietro le ginocchia. I dolori di crescita interessano spesso i bambini tra i 4 e i 12 anni; si tratta di forme assolutamente benigne, che si risolvono spontaneamente senza lasciare alcuna conseguenza.

Dolore indotto: è per esempio quello provocato in occasione di un prelievo di sangue che si accompagna a un notevole impatto emotivo (ansia, paura, stress). Questo tipo di dolore può essere prevenuto applicando creme anestetiche locali (p. es. EMLA) 45 minuti prima di effettuare il prelievo. In molti casi è però possibile ricorrere anche a terapie non farmacologiche come:

  • attaccare al seno il neonato o il bambino piccolo o utilizzare il ciuccio (suzione non nutritiva);
  • la respirazione: incoraggiando il bambino a “buttar fuori” il dolore espirando, può ridurre l’ansia;
  • la distrazione: un modo per focalizzare l’attenzione del bambino su qualcosa di diverso dal dolore in modo da allontanare l’ansia e la paura.

Dolore traumatico: nel caso di taglio, fratture, interventi chirurgici, ecc. il controllo del dolore è compito del medico che stabilisce l’appropriata terapia (anche preventiva).

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