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HPV (Papillomavirus)

Cos’è?

L’infezione da Papillomavirus (HPV) è ampiamente diffusa. Nella maggior parte dei casi guarisce spontaneamente senza dare nessun disturbo. Tuttavia l’HPV può causare la comparsa di condilomi, che colpiscono anche i maschi, o l’insorgenza del tumore del collo dell’utero. Si conoscono oltre 150 tipi di HPV, ma solo 15 sono associati al tumore del collo dell’utero e perciò sono chiamati oncogeni o ad alto rischio.
Grazie all’esecuzione ogni tre anni del Pap-test che serve a prevenire lo sviluppo del tumore del collo dell’utero, in Italia ogni anno sono segnalati 3.500 nuovi casi di tumore e le morti sono circa 1.000. Le donne italiane si ammalano e muoiono più spesso per altri tumori come quello al seno, del polmone, del colon o dello stomaco. È invece al primo posto tra i tumori femminili nei Paesi poveri, specialmente in Africa, dove la grande diffusione dell’HIV/AIDS abbassa fortemente le difese immunitarie anche contro l’HPV.

Come si cura?

I vaccini attualmente disponibili sono due: il Gardasil® e il Cervarix®. Tutti e due agiscono contro i ceppi 16 e 18 che sono associati a circa il 70% dei tumori del collo dell’utero. Gardasil® agisce anche contro i ceppi 6 e 11, associati al 90% dei condilomi. Dagli studi eseguiti finora risulta che le donne tra i 16 e i 26 anni, che al momento della vaccinazione non avevano ancora iniziato l’attività sessuale, sono protette dalle lesioni pre-cancerose causate dagli HPV 16 e 18 per almeno 8 anni.
Non sappiamo per il momento se la protezione dura più a lungo e se il vaccino difenderà anche dal tumore che può comparire decine di anni dopo le lesioni. Se è già iniziata la vita sessuale, è molto probabile che la donna sia entrata in contatto con l’HPV: in questo caso la vaccinazione non è raccomandata. Gli effetti della vaccinazione sul feto non si conoscono e perciò la vaccinazione è sconsigliata durante la gravidanza.
Il Servizio Sanitario Nazionale offre gratuitamente la vaccinazione contro l’HPV alle ragazze di 12 anni, cioè nei 12 mesi da quando compiono gli 11 anni a quando ne compiono 12.
Per vaccinarsi si devono eseguire tre dosi, in un periodo di sei mesi, mediante un’iniezione nella parte alta del braccio. Nelle ragazze da 9 a 14 anni inclusi è stata di recente introdotta una nuova schedula vaccinale per il Cervarix® che consente di diminuire a due le dosi da effettuare in 6 mesi.
Le reazioni indesiderate più comuni per entrambi i vaccini sono: rossore, gonfiore e dolore nel punto dell’iniezione e la febbre. Inoltre:

  • Gardasil®: sanguinamento o prurito nel punto dell’iniezione, orticaria; raramente la difficoltà nella respirazione (broncospasmo).
  • Cervarix®: mal di testa o capogiri, dolori muscolari, affaticamento, nausea, vomito, diarrea, dolori addominali o articolari, prurito.

Trattandosi di vaccini nuovi, come per qualsiasi farmaco, vanno segnalati al proprio medico di fiducia tutti i disturbi che dovessero comparire dopo la vaccinazione

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