Una guida di facile consultazione, in costante evoluzione e ricca di consigli. Pensata per tutti coloro che guidano i bambini nel loro percorso di crescita e sviluppo.




Fasi della crescita

0-3 mesi

Nel primo periodo subito dopo la nascita il bambino è impegnato nell’adattamento al nuovo ambiente extrauterino e nella regolazione di attività quali mangiare e dormire, addormentarsi; gradualmente acquisisce un ritmo nei pasti e nel sonno. Affina sempre più le sue capacità di guardare e ascoltare: fissa e segue con lo sguardo, presta attenzione alle voci familiari e ai suoni interessanti e ne localizza la posizione. Piange quando è a disagio o ha bisogno di aiuto. Mostra particolare interesse per il papà e la mamma e per le persone che si prendono cura di lui e che sono la prima forma di gioco durante l’accudimento quotidiano. Dopo il 1° mese inizia a sorridere alle persone e poi a ridere e vocalizzare.

3-6 mesi

Il bambino sostiene bene la testa, a “pancia sotto” sa appoggiarsi sulle braccia e inizia a rotolare per cambiare posizione da solo; comincia a giocare con i piedi quando è sdraiato sulla schiena e quando è nella seggiolina. Osserva le sue mani e incomincia a essere molto interessato a oggetti leggeri, con presa facile, che prende, maneggia e mette in bocca, scoprendo la possibilità di “fare accadere le cose”. Vocalizza e riconosce i suoni. Osserva le attività che si svolgono intorno a lui e le routine quotidiane.

6-12 mesi

Il bambino riesce gradualmente a stare seduto da solo senza appoggio e tiene la testa diritta, con la possibilità di liberare le mani per manipolare gli oggetti, che porta alla bocca. Inizia a cercare e a tirare fuori oggetti da contenitori. Riesce sempre di più a passare da una posizione all’altra. Impara a spostarsi da solo e a esplorare l’ambiente rotolando, strisciando, gattonando. Comprende alcune parole e, a partire da 8 mesi di età, risponde al suo nome. A 10-11 mesi inizia a rispondere alla domanda “dov’è?” e a indicare con il dito. Vocalizza e batte la mano sulle figure di un libro. Fa tanti “discorsi”. Gli piace fare rumore e buttare a terra gli oggetti. Impara a tollerare la separazione dall’adulto. Ha un comportamento via via più diversificato in ambienti nuovi e verso gli estranei.

12-18 mesi

Il bambino si muove e si sposta da solo per terra. Passa da una posizione all’altra e riesce a mettersi in posizione eretta, prima con l’aiuto di mobili stabili e poi da solo. Impara a cadere. Riesce a manipolare e trasportare gli oggetti e a raggiungere i piani più alti nell’ambiente diventando sempre più attivo e curioso. Riconosce gli effetti delle proprie azioni e se ne dimostragratificato. Comunica meglio con i gesti e indica ciò che desidera. Gira più pagine cartonate di un libro prima a mano piena, poi usando più dita e, fra esse, il pollice. Indica le figure con un dito e impara a collegare i suoni a oggetti e azioni. Ha un gergo suo. Anche i pasti sono un’occasione per imparare l’indipendenza, sia con le mani che con il cucchiaino. Gli piace la musica e l’accompagna con movimenti ritmici (“balla”).

18 mesi-3 anni

Il bambino affina le sue capacità motorie: impara a correre, a scendere e salire le scale. Impara a comprendere comandi complessi e a mettere insieme più azioni. Cresce ulteriormente l’interesse per l’uso e la diversa natura degli oggetti. I libri continuano a occupare un posto e un tempo di qualità nella relazione con l’adulto e contribuiscono al perfezionamento linguaggio: il bambino impara a pronunciare e usare il linguaggio in modo appropriato, a combinare frasi di due-tre parole, a mettere in relazione testo e immagini, a riconoscere nomi e azioni. Acquisisce completa autonomia del pollice per la presa a pinza delle pagine. Ascolta la musica in maniera attiva, disponibile e curioso verso generi e sonorità diverse. Inizia e perfeziona gradualmente il gioco simbolico, dove ricrea le proprie esperienze di vita e le trasforma a suo piacimento, curando piccoli dettagli nel rivivere azioni, gesti e parole usate dalle persone che si prendono cura di lui. Questo tipo di gioco gli permette di rielaborare emozioni e piaceri, di sperimentare trovare modalità per comprendere ciò che accade intorno a sé e anche di inventare modi per padroneggiare situazioni spiacevoli.

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